Chi si accontenta… peggiora!

“Non voglio fare chissà cosa, solo fare un po’ di movimento per mantenermi come sono!"

Qui sopra, Albi, classe 1966. Il suo “mantenimento” passa per allenamenti ciclicamente diversi che tengono conto anche di diverse e comuni limitazioni funzionali a spalle e colonna vertebrale.

“Non peggiorare significa comunque cambiare”

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Silvia Scampini Fitness Coach (@silvia.scampini)

Magari anche tu ti sforzi andare in palestra o di fare qualche esercizio giusto per combattere la sedentarietà. E fai bene ma…

Dal punto di vista fisiologico il mantenimento non esiste.

O diventi più forte o diventi più debole. O procedi o regredisci. Anche quando il risultato esteriore è mantenere l’attuale peso, taglia o capacità. 

Alla base c’è comunque una continua evoluzione.

Fare esercizi molto simili, con metodiche ripetitive e con lo stesso carico per mesi e anni equivale a una involuzione. 

Se non continui ad allenarti superando le tue attuali capacità, le perderai. 

Se non sforzi i muscoli variando metodi di lavoro e carichi, perdi massa e forza muscolare.

Se non cerchi di migliorare la mobilità e la flessibilità delle articolazioni, i tuoi movimenti diventano più limitati portando ad alterazioni posturali e dolori.

Se non alleni coordinazione ed equilibrio, rischi cadute e difficoltà anche nelle attività quotidiane.

Tutto si adatta

Questo perché il corpo si adatta. Questa capacità di adattarsi alle situazioni ambientali e ristabilire una situazione di equilibrio si chiama omeostasi.

L’allenamento è uno stress, cioè uno stimolo che interferisce con l’equilibrio fisiologico del momento. 

Di fronte all’azione di un agente stressante, l’organismo mette in atto delle contromisure per ristabilire l’equilibrio.

Una volta che l’equilibrio è ristabilito, non solo quello stressor non sarà più sufficiente a creare adattamenti ma il corpo diventerà più efficiente nell’eseguire lo stesso compito con minor sforzo, per esempio usando meno calorie, reclutando meno fibre muscolari, utilizzando meno ossigeno ecc.

È un principio di economia che regola tutta la Natura.

Per questo se fai sempre le stesse cose non otterrai sempre gli stessi risultati, ma peggiorerai proprio!

“Non peggiorare” non è un obiettivo

Inoltre lato coaching, un obiettivo quale “NON PEGGIORARE” non funziona bene. 

Perché l’obiettivo possa diventare un risultato e stimolare la motivazione, deve innanzitutto essere espresso in positivo ed essere valutabile.

Quando ti chiedi cosa vuoi o perché ti alleni, invece che “NON PEGGIORARE” prova a risponderti in modo più preciso per esempio:

Quanti kg di panca vuoi essere in grado di sollevare tra 6 mesi?
Quanto vuoi pesare tra 3 anni?
Quanti km vuoi essere in grado di correre tra 1 anno?

Questo è giù un punto di partenza migliore che ti permetterà di vivere meglio e impostare diversamente l’allenamento. 

Il mantenimento è una lotta contro il tempo

Già dai 35-40 anni inizia una graduale perdita di massa muscolare chiamata sarcopenia.

Parallelamente c’è anche a una perdita di forza chiamata dynapenia e della funzionalità dei muscoli.

Accade molto velocemente: dopo i 30 anni si può perdere dal 3 fino al 5% della massa muscolare ogni decennio.

attenzione, non c’è una soglia da attendere per iniziare a preoccuparsi! 

Qualsiasi perdita di massa muscolare deve preoccuparti perché esiste una forte relazione fra massa muscolare e forza. 

In ogni caso tra le due è soprattutto la forza (e in particolare la potenza, cioè la capacità di esprimere forza in breve tempo) ad essere collegata a longevità e autonomia. 

Sembra strano ma la sola attività fisica regolare non tutela i muscoli.

Non basta fare passeggiate, seguire qualche corso di gruppo, sedersi su una macchina e seguire una scheda qualsiasi controvoglia. 

Se non ti alleni con metodo e intensità e se la tua alimentazione non è adeguata, soprattuto dal punto di vista proteico perderai muscoli e forza.

Il problema è che non succede da un giorno all’altro. È una lenta erosione, è come una colonia di tarli in un mobile che anno dopo anno porta a conseguenze irreversibili. 

Negli anni magari il tuo peso corporeo rimane uguale, porti sempre la stessa taglia di vestiti quindi ti senti in una botte di ferro.

Ma dentro succede qualcosa di importante: la composizione corporea peggiora, aumenta la massa grassa e diminuisce la massa muscolare.

Poi un giorno ti accorgi che il tuo “metabolismo” non è più come prima: mangi le stesse quantità di cibo ma tendi a ingrassare, soprattutto intorno al girovita. 

Inizia una spirale discendente: meno muscoli hai, più il tuo metabolismo rallenta, più aumenta la massa grassa.

Arriva la “falsa magrezza” o addirittura l’obesità sarcopenica: la percentuale di massa grassa è molto alta rispetto alla percentuale di massa muscolare, anche se il peso rispetto all’altezza sembra normale o quasi.

Dai la colpa all’età ma questo è un falso mito! Il problema non è l’età ma la perdita di massa muscolare.

Ok, adesso che ti ho presentato questo scenario catastrofico, ti spiego cosa puoi fare per fermare e addirittura invertire il processo:

Perché, vedi, nulla come il corpo umano è in grado di adattarsi. E appena il corpo “comprende” che non ci sono più sfide da affrontare (cioè se ti alleni senza progredire), si adatta e fa economia. 

Svolge gli stessi compiti (compiti sempre uguali dal punto di vista della difficoltà) utilizzando sempre meno risorse: fa gli stessi gesti reclutando meno muscoli, consumando meno energia, riducendo le ampiezze di movimento e l’impiego di neuroni… 

Il tuo metabolismo rallenta perchè smetti di progredire

Perché magari ti affidi a ginnastica blanda, programmi standardizzati che non stimolano nessun adattamento o esercizi aerobici generici. 

Se già non lo fai, inizia ad allenarti sul serio, per migliorare quantità e qualità dei muscoli con un allenamento:

Cosa stai aspettando?
Ascolta il tuo corpo

Iniziamo insieme a prenderci cura del tuo corpo, seguendo un
percorso mirato per le tue esigenze di benessere e salute.

Cominciamo subito